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Ecco il primo filmato realizzato il 25 novembre nella sala della Mercede alla Camera dei Deputati durante l’intervento di Daniela Giordano al convegno Non solo Donne realizzato dall’associazione vittime  nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne

'Video' Post | By on 29 novembre 2011

Intervento di Daniela Giordano – Convegno Nazionale “ Non solo donne” – Roma, Camera dei Deputati, 25 novembre 2011

manifesto difesa di dama, spettacolo contro la violenza domestica

manifesto difesa di dama

“Pratiche artistiche e educazione alla non violenza”

intervento di Daniela Giordano -

Convegno Nazionale contro la violenza “ Non solo donne”

Roma,  Camera dei Deputati,  25 novembre 2011

Vorrei innanzi tutto ringraziare le organizzatrici  e gli organizzatori di questo convegno, per avere accolto nell’ ambito della  discussione sulla violenza,  la  mia testimonianza, come percorso di azioni concrete di educazione etica e civica alla non violenza.

E saluto gli amici e le amiche del Convegno Nazionale di Cagliari ” Educhiamo al rispetto delle donne”, che è a noi collegato, organizzato da Parole Rivelate, CRTscenamadre, Cedac-Sardegna con il Patrocinio del Comune di Cagliari e della Provincia di Cagliari e della Consigliera di Pari opportunità della Regione Sardegna. Saluto il regista  Tullio Pecora e gli attori Lorenzo Gioielli e Arnaldo Ninchi, che daranno voce al progetto che ci vede uniti ” Difesa di Dama”, e il pubblico del Convegno di Cagliari.

Mi presento brevemente per quanti non mi conoscono.

Mi chiamo Daniela Giordano, sono attrice e antropologa e negli anni ho sperimentato e approfondito, quasi tutti gli aspetti della creazione. Ho dedicato gli ultimi 15 anni della mia vita, alla realizzazione in Italia e in Africa di progetti artistici focalizzati sulla creazione di valore, il rispetto delle diversità, l’educazione alla convivenza, in un percorso teso all’ evoluzione collettiva, all’ ampliamento della consapevolezza individuale, sulla straordinaria opportunità, per tutti, di vivere qui e ora, in pace e sicurezza.

E’ chiaro che un profondo mutamento  della società è raggiungibile solo nella misura in cui ogni singolo individuo opera su se stesso un profondo cambiamento.

Molti sono i fattori che  possono  coadiuvare una trasformazione positiva. Nello specifico ho lavorato sul potenziale empatico e di analisi che la suggestione  dell’arte declinata come teatro, poesia, danza, musica opera nel piano profondo dell’essere umano.

Quando il pensiero artistico e poetico si nutre della sofferenza che provano gli esseri umani, manifestandosi in  azioni  di partecipazione collettiva, come la messa in scena teatrale, non lo fa con volontà di vuota spettacolarizzazione e denudamento. La sofferenza elaborata in arte diventa matrice di riflessione, di compassione, di apprendimento, perché l’essere umano è in grado di distinguere il bene e il  male. Nel gesto poetico, il particolare diventa specchio dell’universo e crea un fenomeno fondamentale per la crescita della consapevolezza collettiva: il senso di appartenenza. Nessun male è fuori di me. Per questo posso commuovermi. Posso “ muovermi con”. Non il possesso di qualcosa ma “ l’essere parte di qualcosa”.  Per questo posso essere motore, a mia volta, di un cambiamento.

In Africa, il teatro è tessuto connettivo in grado di ridare speranza e curare le comunità ferite da gravissime violenze generate, da guerre civili, stupri come pratiche militari, genocidi. Tragedie collettive elaborate e sublimate collettivamente. Non rimosse. Non cancellate. Comprese, condivise, partecipate. Il teatro assume, è evidente, in questa forma, una potenza, come propellente per il cambiamento, straordinaria.

Sperimento quotidianamente  la veridicità di questa affermazione, in tutti  i gesti artistici promossi dal Centro Ricerche Teatrali scenaMadre, che dirigo.

Festad’Africa Festival, è una nostra  pratica che meglio  traduce in sé questo agire. Un’ esperienza che ha continuità di coerenza progettuale da più di 10 anni e  ha prodotto effetti di cambiamenti straordinari sul territorio nazionale. Un laboratorio culturale che affronta e trasforma gravi  criticità e problematiche,  utilizzando la riflessione artistica come strumento per l’evoluzione del singolo e quindi della sua comunità. Far conoscere   il punto di vista degli artisti africani, mettere in relazione la nostra cultura con le altre in una dimensione di ascolto e di scambio paritetico, ha educato alla convivenza basata sul rispetto che deriva dal conoscenza.

Dal nulla  dal  quale ci siamo mossi e nel quale abbiamo iniziato a costruire, oggi possiamo notare addirittura cambiamenti nel lessico
quotidiano: alla parola “vucumprà” stigma nel quale veniva identificato  qualsiasi straniero proveniente dal sud del mondo, oggi si  sostituisce la parola “ migrante” che raccoglie e rimanda a scenari di necessità primarie dalla sopravvivenza al bisogno di un futuro.)

Le buone pratiche che il CRT scenamadre ha  generato e appreso in questi anni, sono ora messe al servizio di un nuovo progetto dalla  forte ricaduta sociale, realizzato in collaborazione con l’associazione Parole Rivelate di Cagliari.  “Difesa di Dama”, pièce per il teatro scritto dagli spagnoli Joaquìn  Hinojosa e  Isabel  Carmona, frutto di una lunga indagine fatta dagli autori  nei centri antiviolenza, un’ elaborazione  nata dalle suggestioni provate nei  colloqui con  le donne vittime di violenze domestiche.

La violenza tra le mura domestiche in Spagna è un problema sociale molto grave. Ma i dati che emergono con sempre meno riluttanza anche qui in Italia, descrivono un paese malato dello stesso morbo.

Difesa di dama, parla della  piaga segreta, nascosta, tollerata della violenza sulle donne all’interno della famiglia.

E’ teatro. Forma di analisi collettiva, dove si partecipa consapevoli dei codici  della convenzione dell’arte. Tutto è finto ma per convenzione tutto è vero. Non dati,  non numeri, ma personaggi  che hanno carne e voce negli attori che li interpretano, che con il nome di Maria, diventano specchio
di tutte le donne che quotidianamente, silenziosamente, subiscono in nome dell’amore e con il nome di Ulisse e  Germano diventano specchio di tutti gli uomini che offendono la dignità della donna, mascherando la loro debolezza con l’amore.

A volte il teatro si fa denuncia e mette luce in luoghi  oscuri delle relazioni affettive, vissute con prevaricazione e possesso, dimenticando l’inalienabilità dell’essere umano, sia esso di genere femminile o maschile.

Dice Maria in una scena di Difesa di Dama: “In conseguenza dei colpi ricevuti, la querelante ha subito una frattura delle costole dell’emitorace destro, con perforazione della pleura, pneumotorace e numerose ferite lacero contuse nella regione cervico-dorsale e facciale destra … … e alle estremità superiori e inferiori

Quando penso che prima di andare in ospedale non avevo mai osato denunciarlo… E io, sempre a perdonare dopo ogni pestaggio, e sempre a
ricominciare……. E poi sempre uguale.. sempre gli stessi errori Non osavo nemmeno respirare per non disturbarlo, mi dicevo che era l’ultima volta, che tutto sarebbe cambiato… però ogni volta ero un po’ più incapace di reagire…non potevo uscire per strada, né andare a
lavorare, mi vergognavo che la gente mi vedesse e mi facesse delle domande…

Ti interrogano e tu, tu devi dare delle spiegazioni, inventare che sei caduta o che hai sbattuto contro una porta.

E poi la paura che qualunque cosa sia un pretesto per ricominciare a picchiarti…Non osi più parlare, e alla fine non rispondi neanche
più al telefono, non dormi più, non mangi più .La sola cosa che ti auguri è di farla finita una volta per tutte.

La paura…Anche quando era in prigione, avevo l’impressione che fosse dietro di me.

Quando mi sono svegliata all’ospedale e mi sono resa conto che non ero morta, ho deciso che volevo continuare a vivere. E’ per questo che l’ho denunciato…Che vergogna !…Le dichiarazioni alla polizia…mi spiegavano che potevo dire tutto e io rispondevo che ci sono delle cose che non si dicono… non si possono dire. E a loro sembrava strano che io l’avessi sopportato per sette anni senza denunciarlo, si chiedevano se io non fossi un po’ masochista…E ilm dottore: è molto frequente nelle donne. E poi il processo, il giudice con la sua ironia e l’avvocato di Ulisse che mi rigirava il coltello nella piaga e io che rispondevo alle sue domande…. Durante il processo, ho capito che niente mi avrebbe liberato da lui, che avrei dovuto farlo da sola …”

La violenza domestica sul femminile (donne, giovani donne o bambine) è una costante, ma fa notizia solo quando si conclude con la morte per mano di un marito,  di un padre, o di un fidanzato o convivente. E’ fondamentale riflettere sul nostro contemporaneo, portare alla coscienza e alla consapevolezza realtà quotidiane negate o taciute  e, attraverso l’emozione che il teatro crea,  muovere i  cambiamenti interiori che possano  educare gli uomini al rispetto delle donne e le donne al rispetto di se stesse.

“Pratiche artistiche e educazione alla non violenza”  intervento di Daniela Giordano – Convegno Nazionale contro la violenza “ Non solo donne” – Roma,  Camera dei Deputati,  25 novembre 2011

Convegno Nazionale “Non solo donne” – venerdì 25 novembre 2011- Roma – Sala Mercede – Camera dei Deputati, Via della Mercede 55- ore 14.

Parteciperò con un intervento dal titolo  “Pratiche artistiche e educazione alla non violenza”, nel Convegno Nazionale di Roma alla Camera dei Deputati, indetto in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. E’ un momento importante del percorso verso la messa in scena a marzo 2012 di “difesa di dama” , testo spagnolo che con cruda verità, affronta il tema nascosto della violenza domestica, e un momento di verifica importante per me, per il mio percorso di artista e di essere umano di genere femminile.
Ho scelto di dedicarmi a realizzare un teatro e una proposta artistica che fossero anche una missione di civiltà, oltre che di accrescimento culturale, per questo, ho sempre trattato il contemporaneo proponendo congiuntamente  arte e la riflessione sulle criticità che affliggono la nostra società . Dalle buone pratiche messe appunto in  10 anni di Festad’Africa Festival,  nasce ora questo nuovo percorso  legato a  difesa di dama.
Daniela Giordano
  nella foto: Arnaldo Ninchi, Daniela Giordano, Lorenzo Gioielli
Convegno di sensibilizzazione organizzato da Progetto Vittime e Associazione Europea Dialoghi – Roma 25 novembre 2011.
In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, siete invitati al convegno nazionale“Non solo donne” che si terrà venerdì 25 novembre 2011 a Roma presso la Sala Mercede della Camera dei Deputati, Via della Mercede 55 alle ore 14.
Si vuole dare spazio a chi non ha mai avuto la possibilità di esprimersi. Dare una voce emotiva al dolore del parente o della vittima stessa di un atto criminale violento. Una qualsiasi situazione ha sempre più di un punto di vista. Una qualsiasi situazione può essere valutata attraverso molteplici risvolti. A seguito di un crimine violento di solito si cerca il colpevole. Di solito ci si concentra sul bisogno di fare giustizia del torto. Per crimine violenti si intendono atti omicidiari, abusi sessuali, atti di pedofilia. Più il crimine è efferato, più è importante fare giustizia. In questa ricerca spasmodica del reo si perde però l’umanità di un sistema che sembra disinteressarsi di chi ha subito il torto. Tutto ciò che non risolve il caso è sullo sfondo, trascurabile. Il punto centrale è assicurare il reo alla giustizia. In tal senso la voce della vittima o del parente o dell’amico diventa solo un elemento di ricostruzione di una dinamica che ha come vertice l’assassino, l’abusatore, il colpevole. Il resto non serve. Una volta arrivati ad un processo viene richiesto ai parenti e amici ed alle vittime di ripetere quello che è successo, pubblicamente. Riaprire le ferite con l’unico scopo di essere parte di un impianto accusatorio più o meno coerente. Non c’è spazio per la soggettività, per il dolore personale, per la cura della ferita. È un sistema meccanico che si auto genera ed esclude l’individualità del profondo disagio. Non vengono previste strutture adatte per accogliere chi ha subito il torto, non è previsto un percorso di cura ed accettazione del lutto. Ognuno per se utile solo ad un fine giustizialista.
Il convegno vuole, attraverso l’intervento di vittime, parenti e delle varie figure professionali che si occupano di reati violenti, porre l’attenzione su la parte umana e dolorosa dell’atto criminale. Progetto Vittime si occupa sia del lutto di un parente, sia della difficoltà dei professionisti che si occupano, sotto i vari profili professionali, di sanare legalmente, psicologicamente e socialmente una ferita che a volte appare inguaribile.
“Non solo donne” vuole porre l’attenzione sulla parte umana e dolorosa dell’atto criminale, sia dal punto di vista di varie figure professionali che si occupano di reati violenti, sia da chi il dolore lo ha vissuto sulla propria pelle…
e ora ha voce per raccontare

Intervengono
On. Silvia Costa- Deputato presso il Parlamento Europeo
Prof.ssa Daniela MarraniPresidente Ass. Europea Dialoghi
Dott.ssa Cettina Mezzatesta – Psicologa – Psicoterapeuta
Dott.ssa Imma GiulianiCriminologa
Dott.ssa Angela NicolettiGiornalista
Avv. Enrica Sassi – Avvocato
On. Lanfranco Tenaglia – Deputato presso la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana
On. Claudio Bucci – Consigliere Regionale – Regione Lazio
Avv. Paolo CarnevaliAvvocato
Dott. Danilo LevoteCriminologo
Dott. Fabrizio MignaccaPsicologo Psicoterapeuta
Daniela Giordano – Attrice e produttrice ” Difesa di dama”
Collegamento in video-conferenza con Cagliari dal Convegno Nazionale “Educhiamo al rispetto delle donne”
con Tullio Pecora, Arnaldo Ninchi e Lorenzo Gioielli regista e interpreti di “Difesa di dama”
e con gli interventi
Francesca Baleani
Stella Bonetti
Letizia Lopez
Paola Pellinghelli
Marzia Schenetti autrice del libro autobiografico “Il Gentiluomo. Una storia di stalking” ed. Il Ciliegio
Claudia Vincenzi autrice del libro “Plagiata” ed. Mondadori
Guglielmo Mollicone
Claudio Scazzi
Modera
Avv. Carlo Ioppoli