”Il compito dello scrittore non può consistere nel negare il dolore, nel nascondere le tracce, nel far nascere illusioni su di esso. Per lui, anzi, il dolore deve essere vero e deve essere reso tale una seconda volta, cosicchè noi possiamo vederlo. Tutti , infatti, vogliamo diventare vedenti. E solo questo dolore nascosto ci fa sensibili all’esperienza e soprattutto all’esperienza della verità. Quando siamo in questo stato in cui il dolore diventa fertile, stato che è insieme chiaro e triste, noi diciamo, molto semplicemente, ma a ragione, mi si sono aperti gli occhi. E non lo diciamo perchè abbiamo davvero percepito esteriormente un oggetto o un avvenimento, ma proprio perchè comprendiamo ciò che non possiamo vedere. E l’arte dovrebbe portare a questo: far sì che, in tal senso, ci si aprano gli occhi”
Ingeborg Bachmann
(Klagenfurt, 25 giugno 1926 – Roma, 17 ottobre 1973) poetessa, scrittrice e giornalista austriaca

